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Ostuni: I segreti di San Leonardo

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Trekking a Ostuni

Trekking a Ostuni

ostuni

Ostuni è, certamente, una delle cittadine più belle della provincia di Brindisi; nota, nei secoli precedenti come Città Regia, città, cioè, che doveva pagare i tributi solo alla corona e non anche al locale feudatario, conta su un territorio variegato, a cavallo tra le Murge basse ed il mare. Un territorio fertile su cui trovano posto ben 300 masserie, molte delle quali, purtroppo, oggi versano in gravi condizioni.

torre san lorenzo

Ci attendeva una spiaggia bellissima, proprio nei pressi della cinquecentesca Torre San Leonardo, ed un percorso ricco che ci avrebbe permesso di scoprire, durante il cammino, i vari segreti del santo gelosamente custoditi anche dalla guida, Salvatore di Avanguardie che, per tutto il percorso ha preferito non anticipare nulla.

Torre San Leonardo

La torre fu costruita a difesa del luogo nel 1567 dal maestro Scipione Lopez di Gallipoli. Più che difendere il luogo aveva, come al solito, il compito di avvisare le torri vicine e la città sulla collina dell'avvicinarsi dei turchi che venivano qui, principalmente, per approvvigionarsi d'acqua. La torre, comunque, fu ben presto dotata di un cannone e di un adeguato quantitativo di munizioni.

il fiume morelli

In effetti, ancora oggi, vi è qui una grande abbondanza di acqua. Sfocia proprio qui vicino un torrente, noto come Fiume Morelli, che da il nome all'omonima masseria e crea un ambiente umido che, recentemente, è stato eletto parco regionale con la denominazione di Dune costiere tra Torre Canne e Torre San Leonardo, grazie ad un progetto cofinanziato da fondi POR.

Le dune costiere

le dune fossili

E' questa un'area che comprende un ambiente particolare, creato dalle dune fossili che separano l'entroterra dalla spiaggia, e dall'acqua che, provenendo in gran quantità dalle Murge, crea qui un habitat ottimale per molte specie animali, prevalentemente pesci e volatili, e vegetali.

Questi luoghi sono stati utilizzati, sino a venti anni fa, per l'itticoltura. Un sistema di chiuse, costruito più di cento anni fa, permetteva di regolare il quantitativo di acqua nei bacini permettendo di convogliare il pesce nei luoghi di raccolta dove veniva pescato.

gineproLe dune che ci separano dalla costa, protette da folti cespugli di ginepro, sono dune fossili. Si tratta di dune formatesi in tempi antichissimi e diventate enormi blocchi di arenaria. La macchia di ginepri che le ricopre è divenuta, in verità, uno degli habitat più rari dell'intero Mediterraneo. Nell'area di Lido Morelli, come pure in quella di Torre Guaceto (ad una ventina di Km a sud di qui) ed in poche altre nel Salento, si sono conservati ginepri plurisecolari, relitti dell'antica vegetazione che ricopriva l'intero litorale salentino. Il ginepro è accompagnato da altre piante tipiche della macchia mediterranea, che abbiamo imparato a conoscere in altre escursioni, come la fillirea, il lentisco ed il mirto.

La valle del fiume Morelli

il letto del fiume morelli

In generale, come più volte abbiamo avuto modo di affermare, la Terra d'Otranto non possiede grandi fiumi; si tratta, piuttosto, di rigagnoli d'acqua che diventano pericolosi torrenti solo in occasione di grandi piogge. Spesso diventano, addirittura, invisibili: la natura carsica del nostro territorio, favorisce la perdita d'acqua nel sottosuolo e, pertanto, del fiume resta una traccia solo nei segni che, nei secoli, ha lasciato sulla superficie.

E' questo il caso del fiume Morelli: abbandonata la sua foce, ci addentriamo nell'entroterra e, immediatamente, si para d'innanzi a noi uno dei segreti di San Leonardo: una grande vallata, scavata nei secoli dalla pazienza delle acque. Una lama, come si chiamano da queste parti, fatta di campi fertili e oliveti rigogliosi e, sullo sfondo, tra le anse dell'antico fiume, una delle tante masserie di Ostuni: Masseria Pizzobianco. Più in là, lontana dal nostro percorso, fa bella mostra di sé la settecentesca Masseria Difesa di Malta.

Il villaggio rupestre

le grotte del villaggio rupestre

Era la masseria Pizzobianco la destinazione della prima metà dell'escursione.

La masseria sorge lungo il lato nord della lama scavata dal fiume Morelli. Di origini certamente molto antiche, oggi non è più abitata ma usata come deposito per gli attrezzi agricoli necessari alla conduzione dei campi ancora ad essa collegati. Ai suoi piedi, all'interno della valle, una serie di grotte scavate dall'uomo nella tenera arenaria sono state adibite, nei secoli passati, ad ovili e stalle.

Ma le origini dell'insediamento sono certamente molto antiche. La presenza di acqua e di grotte naturali ha certamente favorito gli insediamenti umani sin dalla preistoria anche se è dal medioevo che si sa, con certezza, che tutte le grotte di questa lama furono stabilmente abitate.

passaggio nel canalone

Era uno dei periodi bui per l'umanità tutta. Le genti, stremate dalle vessazioni di feudatari incapaci ed esosi, quando potevano, fuggivano, cercando riparo in questi luoghi. La tenera roccia sedimentaria ben si prestava per essere scavata e modellata, con un processo molto simile a quello che portò alla costruzione dei famosi Sassi di Matera. Ed ecco che, nel canalone carsico ai piedi della masseria si aprono i grandi antri che davano riparo, certamente, ad un gran numero di famiglie ed a noi la conoscenza di un altro dei segreti di San Leonardo, gelosamente custoditi, durante il tragitto, da Salvatore.

Il ritorno sul letto del fiume

fossiliQuello che era stato un fiume in epoca molto antica, diventa ora, per noi, la strada del ritorno. Ben presto ci rendiamo conto che, come ora è uno stretto canyon, prima di essere un fiume fu qualcosa di diverso, di più grande.

Ovunque vediamo disseminati fossili di conchiglie, ostriche, ricci di mare. Quella che oggi è arenaria, un tempo era il fondo di un mare che brulicava di vita, un mare antico dal cui fondo sarebbe emerso, durante le varie ere geologiche l'intero suolo italiano.

Ed è così che, conosciuto l'ultimo segreto di San Leonardo, facciamo ritorno alle auto che ci attendono di fronte alla torre di guardia dove, prima di partire, le avevamo lasciate.

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Data pubblicazione / aggiornamento: 17/11/2006 (09:56)
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