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Anfiano

Anfiano, nel territorio di Cannole

il casale anfiano

Il territorio del piccolo comune di Cannole, oltre alla ben nota Cerceto, sede di una masseria recentemente ristrutturata e meta turistica assolutamente da visitare per comprendere la complessa civiltà Salentina, ospita anche un altro casale medioevale del quale, oggi, resta ben poca cosa: Anfiano.

Posto quasi sul confine con il comune di Palmariggi, Anfiano -il cui territorio fu popolato sin da epoche remote, come testimonia la presenza di ben due menhir- fa parte di un gruppo di casali sorti nell'ampio avvallamento che fa da corona ai Laghi Alimini, a poca distanza da Otranto. La fertilità dei luoghi e la presenza di una fitta rete viaria di epoca romana, aveva favorito, nell'alto medioevo, la fioritura di casali come Ruggiano, Pasulo, Astigliano e, appunto, Anfiano.

La Grecìa Salentina

il casale anfianoIl termine anfiano, di chiara derivazione greca, significa luogo isolato; il casale, infatti, pur sorgendo su un'importante via di epoca romana, è abbastanza distante dagli altri casali. Fu certamente abitato prima della caduta dell'impero romano, ma è sotto la dominazione bizantina che assume grande importanza per lo sfruttamento agricolo di queste fertili campagne.

I bizantini trasformarono ampi spazi occupati da boschi di querce in oliveti; Anfiano di arricchì di abitazioni, di magazzini destinati alle derrate agricole e di un frantoio ipogeo.

La vicinanza con Otranto e le continue incursioni dei turchi resero, ben presto, il luogo disabitato: ad un medioevo di alterne vicende, successe un rinascimento di abbandono. Sul finire del '400 il casale passa in proprietà dei Duaco e, nei documenti dell'epoca, viene citato come casale abbandonato: non è difficile crederlo, vista la strage fatta dai turchi ad Otranto nel 1481!

1700: la riscoperta

il casale anfiano

Dobbiamo attendere il 1700 per vedere il casale di Anfiano tornare ad essere utilizzato come luogo di produzione agricola; le costruzioni che ancora oggi è possibile vedere sono proprio quelle del periodo barocco, purtroppo in grave stato di abbandono.

In abbandono è anche il frantoio ipogeo, uno dei pochi di questa zona che è, oggi, a grave rischio di crollo e forse, non più recuperabile. L'esistenza del casale è testimoniata, oggi, da pochi edifici di cui solo uno degno di tale nome; i tetti son quasi tutti crollati ed ignoti cercatori di tesori hanno scavato qua e là nella speranza di trovare ciò che i salentini chiamano Acchiatura (ricco ritrovamento, tesoro).

Con Anfiano, e tanti altri casali che gran parte dei salentini non conoscono, scompare anche una fetta importante della nostra storia; una storia fatta di piccole cose, di una cultura contadina mite che cercava di sopravvivere ai soprusi del feudalesimo ed alle scorrerie dei turchi ma, purtroppo, incapace di sopravvivere all'indifferenza dei nostri tempi.

Documento creato il 27/01/2007 (21:29)
Ultima modifica del 18/03/2011 (16:10)
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