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Trekking a Giuggianello

Escursioni nel Salento: Giuggianello

mura messapiche nella campagna di giuggianello

Dopo un rinvio a causa di un imprevisto temporale, finalmente, la prevista escursione alle Murge Tenenti, in agro di Giuggianello ha potuto avere luogo.

Il toponimo, dalle origini oscure, indica una lieve collina che separa i comuni di Giuggianello e Palmariggi; è segnata sulla carta come Monte San Giovanni per via di un'antica cripta bizantina dedicata, appunto, a questo santo.

mura messapiche nella campagna di giuggianello

È stato molto difficile mettere insieme questo percorso -spiega Salvatore Inguscio di Avanguardie, la guida di questa escursione nel Salento- hanno asfaltato gran parte dei tratturi che rendevano belle queste colline ma, fortunatamente, è stato possibile integrare tratti che comprendono dei boschi che permettono di vedere com'era il Salento tanti e tanti anni fa.

Ben presto, infatti, il percorso comincia a svolgersi tra campi di grano e lievi declivi coltivati ad oliveto, sin sulla sommità della Murgia.

La cripta di San Giovanni

In cima alla collina antichi eremiti bizantini, intorno all'anno Mille, scavarono nella tenera arenaria una caverna dedicata a San Giovanni. Dopo i bizantini, la cripta cadde nell'oblio, sino a quando, grazie ad un miracolo attribuito al Santo, il culto popolare l'ha riscoperta sul finire del 1800.

la cripta di san giovanni

In questo periodo l'antico eremo fu ristrutturato, edificando un tetto con volta a botte che ne ripara l'entrata e sistemando la porta d'ingresso. Superato l'accesso, si scopre una caverna larga circa otto metri, con due grossi pilastri ricavati nello scavo e, al centro, un piccolo altare sormontato da un recente affresco dedicato al Titolare. Purtroppo, l'affresco originale, su una pesante lastra di pietra leccese, giace in un angolo completamente rovinato. La cripta, probabilmente, aveva anche altri affreschi ormai andati perduti a causa dell'umidità e della mano dell'uomo.

I Monoliti di Giuggianello

il letto della vecchia

Lasciata la cripta di San Giovanni, a poca distanza da qui, seminascosti dagli olivi è possibile ammirare le grandi strutture monolitiche che hanno, da sempre, incuriosito turisti e studiosi. Si tratta di grandi massi di compatta pietra sedimentaria che millenni di intemperie non hanno minimamente scalfito; purtroppo, dove nulla ha potuto il tempo, ha fatto la mano dell'uomo. Uno dei monumenti, denominato il Letto della Vecchia è oggi completamente rovinato: la roccia è stata spaccata e grandi schegge, alcune recenti, giacciono ai piedi delle rocce più grandi tra bottiglie e pezzi di vetro.

il masso della vecchia

Al letto della vecchia, quasi come custode di un grande campo di grano, si contrappone il famoso Masso della Vecchia, una strana struttura di pietra alta circa due metri dalla forma di un grande fungo. Sembra quasi un miracolo che riesca ancora a stare su! Ai suoi piedi la tenera roccia è stata scavata come per ricavarne una strada o blocchi di arenaria per costruire qualcosa che, probabilmente, ora non esiste più.

il piede di achille

Ultimo, curioso monolite, è il Piede di Achille. Posto a cento metri dai massi della vecchia, un blocco di arenaria a forma di gigantesco piede fa bella mostra di se tra gli ulivi millenari. Una strana scanalatura nella parte sinistra lascia quasi intendere che, in epoche remote, era oggetto di uso da parte degli antichi abitanti di questi luoghi.

La leggenda

il letto della vecchia

Ma una leggenda rende questi monumenti millenari ancora più interessanti. Secondo la storia popolare, infatti, questi luoghi erano il rifugio di una vecchia strega che amava dimorare tra queste rocce. Divideva il suo tempo tra il suo masso ed il letto e spesso si mostrava ai viandanti che passavano da queste parti. Per essi aveva in serbo una domanda ed una ricca ricompensa in caso di risposta esatta: dodici pollastrelle d'oro!

Purtroppo, la sorte di colui che, accettando la sfida, non era in grado di dare la giusta risposta al quiz era segnata: veniva trasformato in pietra!

A smaltire il gran numero di pietre che venivano accumulandosi ci pensava un degno aiutante della vecchia, un orco, che provvedeva a piazzare nuovi pietroni nei fondi vicini...

Documento creato il 22/05/2006 (14:23)
Ultima modifica del 18/03/2011 (15:27)
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