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Il Palazzo del Principe

La riscoperta del Medioevo

il castello di muro leccese

Il medioevo ed il feudalesimo sono stati, con molta probabilità, alcune delle esperienze più negative per la nostra Terra. Anche se il medioevo ha termine in una data certa, la stessa cosa non si può dire del feudalesimo che, con diverse forme di sottomissione, ha avuto continuazione sino a pochi decenni fa.

Ma la stanchezza delle genti salentine verso queste forme di dominio si è, spesso, dimostrata in forme di rivolta e distruzione che hanno cercato di cancellare ciò che poteva ancora ricordare le angherie subite.

Questa sorte toccò, all'alba della fine del feudalesimo, al palazzo dei Protonobilissimo a Muro; decaduta la nobiltà, la gente letteralmente saccheggiò i possedimenti dei principi lasciando il palazzo in condizioni di estremo abbandono. Negli anni sessanta il complesso fu acquistato dal comune di Muro Leccese per poco meno di duecento milioni di vecchie Lire per essere destinato al pubblico utilizzo, nelle aree ancora agibili. Negli anni settanta, quando qua e là fiorivano le emittenti private, le stanze del medioevale castello ospitavano gli studi di trasmissione della radio cittadina.

Ma dobbiamo attendere gli anni '90 per vedere il pieno recupero di questo monumento, che oggi è possibile visitare in tutto il suo splendore.

La storia della costruzione

Il palazzo, rimaneggiato ampiamente intorno alla metà del XVII secolo, sorge sui resti di un antico maniero medioevale.

Inizialmente costruito per la difesa del borgo di Muro Leccese, era provvisto di alte torri e possenti mura che, partendo da esso, cingevano il borgo la cui struttura urbana non è stata stravolta molto durante questi secoli; le stradine strette che delineano il caseggiato di Borgo Terra, seguono, infatti, gli originari tracciati. Non esiste più, però, il vecchio fossato che profondo circa 4 metri proteggeva le mura da eventuali attacchi. Il fossato fu riempito quando la diffusione delle armi da fuoco rese inutili tali fortificazioni.

Quando le incursioni dei turchi divennero più rare, venne meno anche la presenza del castello, che fu radicalmente modificato per essere trasformato in una residenza principesca. Sparirono le torri ed i merli e, con essi, le mura che circondavano il borgo che, grazie alla maggiore sicurezza, tendeva ad espandersi.

il castello di muro leccese

Il castello divenne, quindi un palazzo; le segrete furono trasformate in luoghi per la conservazione di oli e vini provenienti dalle campagne circostanti mentre di ciò che erano state le galere ne restavano le tracce nelle incisioni lasciate dai tanti disgraziati che le avevano abitate alcuni secoli prima. Il piano terra fu adibito a stalle e ad alloggi per la servitù mentre il piano superiore, con i suoi balconi e le grandi stanze, divenne la residenza della nobiltà.

Gli scavi recenti

I recenti lavori di recupero hanno portato alla luce gli strati antecedenti al medioevo; quando il castello non c'era, qui sorgeva l'antico borgo messapico e, ad esso, si sovrapposero le fondamenta della fortificazione medioevale; ancora visibili sono le tracce dell'antico fossato, probabilmente utilizzato anche come cava per i materiali usati nella costruzione.

Ciò che è stato recuperato dai lavori di restaturo del palazzo e dell'antico Borgo Terra è stato in seguito esposto nel Museo di Borgo Terra che diventa un luogo da visitare in quanto testimonianza di un Salento spesso sconosciuto ai più.

Curiosità

Recentemente, il palazzo ed i suoi ambienti, oltre alle bella piazza antistante sono stati la location di uno delle fiction più seguite: il Giudice Mastrangelo, trasmesso sulle reti Mediaset. Il palazzo era, appunto, la sede della procura e uno dei grandi saloni proprio l'ufficio del giudice, intepretato dall'attore Diego Abatantuono.

Documento creato il 01/08/2007 (10:23)
Ultima modifica del 04/08/2007 (19:38)
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Japigia di Paola Beatrice Arcano, Casarano (Lecce)
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