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Mercoledì
13 Nov 2019

San Florido (Fiorenzo) di Città di Castello e Amanzio Vescovo

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Notizie storiche

Le origini

Il portale del CastelloLe origini di Specchia risalgono sicuramente intorno all'anno mille, il suo nome, secondo alcuni studiosi locali, deriva dalla presenza, nella zona, di una "specchia", un accumulo di pietre, poste una sopra l'altra, che le antiche popolazioni usavano come luogo di avvistamento.

Ma una leggenda locale che lo storico Tasselli apprese dai letterati del luogo, attribuisce la nascita di Specchia a Lucrezia Amendolara una matrona romana il cui nome richiama il mandorlo.

Oltre all'emblema della città, che simboleggia un albero di mandorlo, in onore alla sua fondatrice, è stata dedicata la strada principale del paese.

Le fasi storiche

La torre dell'OrologioNel 1190, Specchia, fu donata da re Tancredi al cavaliere Filiberto Monteroni, successivamente passò a Rodolfo d'Almeto conte di Alessano, divenne poi, feudo degli Orsini Del Balzo, che si contrapposero ai Della Ratta causando una guerra tra diversi paesi salentini da cui Specchia ne uscì sconfitta.

Nel 1452 Specchia risorse a nuova vita grazie a Raimondello del Balzo che ottenne da Alfonso I d'Aragona di ripopolare questi posti.

Nel 1463 fece parte del principato di Taranto.

Nel 1480-1481 diventò luogo di rifugio per coloro che sfuggivano alle scorrerie dei Turchi.

Nel 1500 diventò feudo dei Capua, poi passò ai Brayda ed in fine ad Ottavio Trane, alla sua morte succedette la figlia moglie del principe di Muro Leccese Desiderio Protonobilissimo.

Nel 1794 divenne proprietà demaniale.

Nel 1797 fu concessa ad Antonio Maria Pignatelli, Principe di Belmonte.

Nel 1806 Napoleone pose fine al feudalesimo.

Documento creato il 25/07/2002 (20:05)
Ultima modifica del 26/03/2011 (16:04)
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