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I messapi sbarcarono a Brindisi intorno al XI-XII sec. a.C. La forma della laguna li colpì al punto da indurli a chiamare il posto Brention (testa di cervo)

Le Fotorassegne!

La Storia antica

La Storia

Definire la millenaria storia di Brindisi in pochi documenti su Internet è impossibile. Se Lecce è romana di origine pur affondando le sue radici nella vicina città messapica di Rudiae, per Brindisi le cose sono andate in maniera molto diversa.

Il periodo messapico

brindisi dall'alto

In questo luogo sembra quasi che la città sia sempre esistita, protetta dal mare della laguna da qualsiasi evento, umano o naturale. Il suo porto, costituito da due rami molto profondi che entrano di prepotenza nell'entroterra brindisino, era famoso sin dall'antichità e lo stesso Strabone lo definì come quello più sicuro del mondo dei suoi tempi; i messapi sbarcarono qui intorno al XI-XII sec. a.C. La forma della laguna li colpì al punto da indurli a chiamare il posto Brention (testa di cervo). Fu così che, una nuova cittadina, sorse sulla penisoletta al centro della laguna.

Il suo porto crebbe immediatamente d'importanza e divenne, probabilmente, uno dei caposaldi per la conquista messapica del Salento. Da qui, questi antichi progenitori, si spinsero nell'entroterra, fondando molte città, tra cui Ceglie Messapica che conserva ancora oggi, nel suo nome, le sue origini Illiriche.

La guerra con i greci

Ma l'importanza di Brindisi e la penetrazione della cultura Illirica nel Salento non poteva sfuggire ai Greci: anch'essi, infatti, avevano intrapreso la colonizzazione dell'Italia meridionale con la Magna Grecia.

Taranto, a poca distanza da qui, era una delle più importanti città greche, rappresentante in Italia della cultura Spartana ed ellenica. Ben presto le città della Lega Messapica furono coinvolte in una delle più spaventose guerre dell'antichità che culminò con la definitiva sconfitta dei Magno Greci intorno al 475 a.C.

I Romani

colonna terminale della via appiaRaggiunta, finalmente e faticosamente, la pace con i Greci, per le città del Salento si preparava, intorno al 260 a.C. la conquista di Roma. I romani, estendendo il loro potere sull'intera Penisola Italiana si resero conto dell'importanza strategica che Brindisi il suo porto di Brindisi avevano per la conquista dei Balcani e della Grecia.

I romani crearono qui una loro colonia e, grazie alla fedeltà dimostrata dai Messapi, elevarono la città, intorno al 240 a.C., al grado municipio attribuendola alla alla tribù Maecia, dando ai brindisini l'onore di fregiarsi della cittadinanza romana.

Per collegare Roma a Brindisi fu costruita la via Appia che, passando da Taranto,  terminava proprio qui, di fronte al porto: ne segnavano la fine due grandi colonne. Da Brindisi ripartiva la via Traiana che, toccando Egnazia (città che indicava la fine del territorio messapico e l'inizio di quello peuceta), Bari, Ruvo e Canosa, si ricollegava alla via Appia nei pressi di Benevento.

targa commemorativa

Molti romani illustri passarono da Brindisi, diretti in Grecia; qui Cicerone scrisse le sue "Lettere Brindisine" e Marco Pacuvio elaborò i testi delle sue immortali tragedie; a Brindisi, in una casetta proprio vicino alle colonne della via Appia morì Virgilio, di ritorno dalla Grecia.

 La fine dell'Impero

Brindisi era molto legata a Roma: non deve sorprendere, perciò che, scomparsa l'importanza della Capitale del Mondo, divenne meta di tutti i barbari che, approfittando della fine di Roma, penetravano all'interno dei suoi confini.

E fu così che a Brindisi giunsero Goti, Bizantini, Longobardi, Saraceni e pirati slavi, tutti desiderosi di impadronirsi delle sue ricchezze, accumulati durante i secoli sotto il dominio romano.

Documento creato il 16/11/2005 (11:26)
Ultima modifica del 07/03/2011 (18:31)
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