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I Castelli salentini

Il castello

Il castello di Martano

Spesso, quando si parla di castelli, la mente corre, normalmente, a posti lontani, quasi fiabeschi... Ma il Salento, come qualsiasi luogo in Europa ha avuto, ed ha ancora, i suoi castelli...

I castelli nel Salento

I castelli Salentini che si possono ancor oggi vedere, hanno origini medioevali: sono nati quando le diverse necessità di difesa costrinsero gli uomini a costruire torri e manieri che consentissero loro di vender cara la pelle.

Ma, a ben vedere, le ragioni delle origini dei castelli salentini sono un po' diverse da quelle dei castelli del nord.

Il Salento, oggi come sempre, è terra di frontiera, soggetta, quindi, alle invasioni da parte di qualsiasi popolo. La vicinanza, poi, con i Balcani (appena 90 Km) lo rendeva facile preda di turchi e saraceni.

Per questi motivi, i castelli salentini e le fortificazioni in genere, sono numerosissime e, ancora oggi, molte di esse, sono in un buon stato di conservazione. Esistono castelli e costruzioni di difesa in ogni angolo del territorio della provincia spesso trasformate da costruzioni militari a sontuosi palazzi signorili.

Origini antiche

Anche se i fortilizi giunti sino a noi, più o meno trasformati, sono di origine medioevale, per tutti è possibile ipotizzare un'origine ben più lontana nel tempo. Furono, infatti, i Messapi, per primi, a fortificare città ed i territori da essi abitati con grandiose opere di difesa: mura e torri cingevano tutte le città messapiche. Successivamente, i Romani, quando nel 262 a.C. giunsero a conquistare il Salento, resero ancora più robusto l'assetto difensivo che vi trovarono, introducendo il tipico stile del castrum, il classico accampamento militare romano.

L'accampamento militare romano, il cui nome sopravvive in molte cittadine (un esempio è Castro, nel sud Salento), era diviso in isolati rettangolari da strade ortogonali (i cardines ed i decumani).

Alle fortificazioni costruite dai romani, dopo la caduta dell'impero, sopraggiunsero le costruzioni operate dai Bizantini. Il Salento. Infatti, fu per molto tempo sotto il diretto dominio di Costantinopoli, e gli imperatori orientali ebbero qui il difficile compito di difendere il territorio dalle scorrerie dei barbari.

Viene costruita in questo periodo una "grande muraglia": il "Limitone dei Greci". Un muro enorme che, di fatto, divise ed isolò il Salento dal resto dell'Italia tenendo per un po' di tempo a distanza i Longobardi ed i Goti.

Arrivano i Normanni

Intorno al mille il dominio Bizantino nel Salento ebbe termine: era il 1059 ed il papa Nicolò II con il trattato di Melfi consegnò l'intera Italia meridionale in feudo ai Normanni.

I Normanni furono, forse, i più grandi costruttori di castelli che il Salento ricordi. Forti di una cultura che faceva del castello il nucleo centrale della vita di una città, modificarono profondamente le strutture militari che i Bizantini avevano lasciato e ne crearono di nuove. Le torri normanne, così diverse da quelle esistenti, sono ancora oggi perfettamente distinguibili dopo quasi mille anni. Normanna è la torre del Castello di Carlo V a Lecce, la torre del castello di Felline e quella della Masseria Celsorizzo ad Acquarica del Capo, come normanna è la torre di Leverano eletta a simbolo del centro salentino.

Ai Normanni successero gli Svevi, gli Angioini ed, infine, gli Aragonesi. Tutti si servirono delle roccaforti che i predecessori avevano conservato, costruito, modificato.

Purtroppo per gli Aragonesi, i tempi stavano profondamente cambiando. L'uso sempre più massivo delle armi da fuoco, delle bombarde e la conquista di Otranto del 1480, li costrinse a rivedere profondamente l'intero sistema difensivo del Salento. Ma fu solo nel 1535, sotto il regno di Carlo V che la struttura difensiva del Salento fu profondamente modificata.

Sorsero nuovi castelli, città fortificate e torri costiere. L'architetto militare di Carlo V, Gian Giacomo dell'Acaya costruisce in questo periodo Acaya, la città fortificata che dal suo casato prese il nome. Si costruiscono imponenti bastioni e grandi mura in grado di resistere al fuoco delle bombarde turche.

Ma i secoli passarono ed arrivò il rinascimento, il barocco ed il settecento: le torri ed i fortilizi, con le mutate esigenze di difesa, furono trasformate in palazzi sfarzosi. Le bocche da fuoco e le armi lasciarono il posto all'arte, espressa con affreschi, arazzi e tele, ed a lussuosi arredi.

Documento creato il 08/03/2004 (15:19)
Ultima modifica del 11/03/2011 (19:16)
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