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I canaloni di Matino

Esplorazioni a due passi da casa

matino panorama

Spesso ci si allontana tantissimo da casa per fare escursionismo, trekking e qualsiasi altra attività volta a conoscere meglio i tanti aspetti del nostro territorio; così facendo, molto spesso, si trascurano luoghi a pochi passi -letteralmente- dalla porta di casa.

E' il caso di una piccola escursione, improvvisata, tra i canaloni carsici di Matino, il Reale e l'Universo, che fanno da quinta al centro abitato.

Via della Serra

Giunti a Matino, lungo la via che dal centro del paese conduce verso Casarano, si incontra Via della Serra, la strada che porta sulla collina rocciosa che domina Matino; la percorriamo e, nonostante l'incredibile urbanizzazione che ha interessato queste aree, si nota, miracolosamente intatta, la grotta di Sant'Ermete o, come ancora la chiamano gli anziani, Santa Parmeta.

La Grotta di Sant'Ermete

matino grotta di sant'ermete

La piccola grotta si apre quasi sulla sommità della collina rocciosa, volgendo la sua apertura a sud, verso Casarano; tutt'intorno moderne abitazioni che hanno addomesticato le impervie pendenze della serra. L'interno è piccolo, angusto e, con molta probabilità è quanto resta di una grotta che, interessata da crolli, doveva essere molto più grande. Purtroppo, non ci sono stati studi particolarmente approfonditi su questo luogo ma l'analisi di resti e manufatti raccolti qui e nelle vicinanze ha portato gli studiosi a ritenere le colline abitate dall'uomo di Neanderthal in un periodo compreso tra 70000 e 40000 anni fa.

La grotta ha una vista panoramica: in basso, ai piedi della collina, si distende l'abitato di Matino. Più in là si scorgono Parabita, Alezio, Tuglie, Gallipoli ed il mare. Nelle giornate più chiare, quando la fredda tramontana rende l'aria leggera, è addirittura possibile scorgere i monti della Calabria.

La Specchia

matino la specchia

Lasciataci alle spalle la grotta, saliamo sul crinale della serra. La rocciosa collina procede a strapiombo sulle prime case del paese e, purtroppo, l'eccessiva urbanizzazione ci impedisce di proseguire. Il passaggio obbligato è per la cima della collinetta, in modo da raggiungere la strada e da lì, superati gli edifici, prendere la via che passa per i canaloni.

E' facile accorgersi che sulla cima della collina ci sono un gran numero di massi, accumulati qui da chissà quanto tempo. E' una piccola collina sulla sommità della serra: una specchia!

Purtroppo, non è stato possibile avere maggiori informazioni su questa specchia e se, effettivamente, l'accumulo di massi sia indice di questa costruzione preistorica. Tuttavia, il luogo e la posizione, che domina questa regione sino al Mar Ionio, lasciano molto pensare. Ciò che ci dispiace è che, con l'attuale ritmo di urbanizzazione, ci sarà un giorno in cui della grotta e della specchia di Sant'Ermete rimarrà solo il debole ricordo di queste pagine!

Il Reale

matino il canalone reale

Lasciato panorama e specchia, procediamo per la strada entrando nel primo dei due grandi canaloni carsici di Matino: il Reale.

Il grande canale carsico, formato in tempi antichissimi dallo scorrere delle acque, segna profondamente il territorio. Parte a circa 500 metri più a nord con due profonde incisioni nel terreno che isolano uno sperone roccioso e dal punto in cui i canyon confluiscono in uno solo, in poche centinaia di metri, raggiunge il centro antico del paese.

Purtroppo l'incuria e l'urbanizzazione selvaggia hanno ostruito, qui come altrove, il naturale sbocco delle acque piovane che trovavano in questi canyon il naturale sfogo. Non è un caso che i violenti temporale -oggi, comunque, meno frequenti che in passato- provochino danni ingenti e gravi allagamenti, trasformando le vie del centro abitato in veri e propri torrenti in piena.

Il Canalone Reale è privo di vegetazione, risultato di incendi e smacchiamenti che hanno eliminato del tutto i folti cespugli di macchia mediterranea che, sino a poche decine di anni fa, davano un aspetto completamente diverso a queste serre.

Ci vuole poco a superare il canyon ed a risalire dall'altro lato: più a nord, superato un altro sbarramento di case, incontreremo il secondo grande canyon matinese: il Canale Universo.

matino il canalone reale

Oggi resta ben poco di quella natura selvaggia che rendeva queste colline inospitali e che respingeva qualsiasi sforzo fatto dall'uomo per dominarle. Testimoni degli sforzi dei contadini, tra i terrazzamenti e le pietre, ecco gli ulivi e, all'ombra di un vecchio carrubo, un'antica aia, con vista panoramica sulla fertile vallata sottostante. E' divisa in quattro, quasi ad indicare le diverse coltivazioni cui erano destinate queste terre, probabilmente appartenenti all'antica Masseria Spiri che, ancora oggi, da il nome a questi luoghi.

Il Canale Universo è proprio sotto i nostri piedi: è più ricco di vegetazione del Reale e, percorrendolo, si potrebbe giungere al centro abitato proprio dietro la Chiesa Madre.

Matino ed i suoi abitanti sono stati da sempre legati a questi luoghi impervi a due passi dall'uscio di casa. La generazione degli attuali quarantenni, forse, è stata quella che ha potuto goderne per ultima, visto che l'urbanizzazione -che potremmo definire selvaggia- ne ha stravolto l'aspetto che avevano conservato per secoli. Sul finire degli anni sessanta, in cima alla collina che domina l'Universo, fu costruito il Villaggio del Fanciullo, meta dei giochi di tanti ragazzini. Negli anni settanta fu sede della prima -ed anche unica- emittente radiofonica locale di Matino. Oggi, purtroppo, è del tutto abbandonato.

Documento creato il 10/04/2007 (09:12)
Ultima modifica del 21/03/2011 (13:22)
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Japigia di Paola Beatrice Arcano, Casarano (Lecce)
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