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Mercoledì
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Roca: il Castello

Il castello.

roca vecchia

Lasciandosi il muro alle spalle e procedendo verso il mare si è attratti da ciò che resta dell'immenso Castello.

Di fatto, oggi, di quello che fu uno dei principali baluardi a protezione della cristianità contro i saraceni ed i turchi e che ebbe un ruolo fondamentale nella liberazione di Otranto dopo la conquista saracena, non rimangono che dei pezzi di muro ed il fossato, liberato dal materiale di riempimento dai recenti scavi archeologici.

Si sa che questa enorme costruzione fu fatta erigere, verso il XIII secolo da Gualtiero di Brienne, sui resti dell'antica Lupiae: era enorme: cinto da un enorme fossato profondo circa sette metri e largo cinque, aveva protezioni verso il mare, che ne rendevano difficile l'attracco: le rocce tufacee della costa, infatti, erano state modellate, nel corso dei secoli, in modo da consentire l'avvicinamento alla roccaforte tramite uno stretto passaggio. Questo è il luogo che gli abitanti locali chiamano la Dogana.

La dogana

roca vecchia, la dogana

Ben quattro porte si aprivano verso l'entroterra, tutte protette da ponti levatoi. Una delle porte era ben larga e consentiva l'accesso, all'interno del borgo, ai carri; le altre tre, che l'affiancavano, erano strette e tortuose e, consentendo l'accesso solo ad un uomo a piedi, ne garantivano il massimo controllo.

Dopo il 1480, anno della conquista turca di Otranto, il castello fu usato da base, insieme a quello di Castro, per la riconquista del borgo Idruntino; difficile da espugnare, il castello di Roca, fu ripetutamente sottoposto ad assedio sino a quando, nella prima metà del 1500, grazie ad un traditore, fu definitivamente incendiato dalle orde turche che, stavolta, ebbero la meglio.

La distruzione

Nonostante queste vicende, doveva essere ancora ben protetto, visto che, su ordine di Carlo V, verso il 1550, fu definitivamente raso al suolo, siccome era diventato una vera e propria base che i pirati usavano per le incursioni nella penisola salentina.

Verso il 1570 fu costruita l'attuale Torre di guardia, in grado di ospitare due uomini con il compito di dare l'allarme in caso di attacco nemico.

Andando a guardare tra le rovine di questa Tortuga Salentina è facile ancora identificare i resti dell'antica Lupiae, il centro romano di origine messapica. Anche qui, i recenti scavi archeologici hanno riportato alla luce le abitazioni, i templi, le strade e le tombe degli antichi abitanti.

Probabilmente il centro si estendeva su di un tratto di costa ben più ampio di quello attuale: la continua erosione del mare e la continua estrazione di roccia per costruire mura e città hanno indebolito il terreno che ha finito per cedere, crollando nel mare sottostante.

Quando il castello ed il borgo furono rasi al suolo per ordine di Carlo V, gli abitanti abbandonarono le coste e si trasferirono all'interno, fondando Roca Nuova; da quel giorno non si parlò più di questo antico insediamento e, dove un tempo fioriva la vita, rimasero solo cumuli di macerie.

Documento creato il 17/08/2004 (10:58)
Ultima modifica del 07/03/2011 (14:49)
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