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Otranto Basiliana

Un antico insediamento monastico

otranto insediamento monastico

Entrando ad Otranto dalla strada che proviene da Maglie, prima di giungere al crocevia che porta al lungomare cittadino, girando a sinistra per via San Giovanni, si nota uno spettacolo fuori dall'ordinario. La strada, che sembra essere stata scavata all'interno di una duna di morbida arenaria, mette allo scoperto, da un lato e dall'altro, gli ambienti di quello che era un insediamento sotterraneo.

Grotte, ambienti ipogei, piccole celle perfettamente squadrate, si mostrano ai passanti, oggi completamente abbandonate. Non ci sono cartelli che possano dare indicazioni su cosa la strada abbia messo allo scoperto, a parte quelli che spiegano, per bene, le tariffe dei parcheggi a pagamento.

Resta, comunque, visibile uno strano formicaio: una serie di ambienti messi allo scoperto da un evento quasi catastrofico che ha troncato la loro vita in un momento preciso e, comunque, non identificabile. Ma vediamo di guardarli con un occhio un po' più attento, non non avendo, certamente, la necessaria preparazione.

Ai due lati della strada

otranto insediamento monastico

Via San Giovanni si apre verso nord, collegando la parte più vecchia di Otranto ai nuovi quartieri costruiti negli ultimi decenni. A destra ed a sinistra, dopo un semplice marciapiede, aprono nella parete alcuni ambienti. Il primo alla nostra destra, con un orientamento originario da Est ad Ovest, è costituito da una struttura absidata che, con molta probabilità era il luogo di culto dell'insediamento sotterraneo. Inutile dire che l'erosione molto marcata e la demolizione cui sono stati sottoposti questi ambienti ha cancellato ogni traccia di affreschi o decorazioni. Il suo ingresso, con molta probabilità era posto dove ora c'è il nastro d'asfalto, probabilmente sotterraneo ed integrato negli ambienti scavati dall'altro lato della strada.

otranto insediamento monastico

Poco più avanti, una serie di piccole stanze, di celle e corridoi mettono in risalto le dimensioni che questo insediamento doveva avere; alcuni ambienti presentano al centro un foro che forse poteva servire ad areare gli ambienti o, anche, come probabile canna fumaria. Siccome e posto al centro della stanza e non ci sono tracce di focolari, potremmo quasi assegnargli il semplice compito di dare aria ai locali che, lo ricordiamo, un tempo erano sotterranei.

otranto insediamento monastico

Alcuni muri di mattoni, ormai divelti, segnano il confine tra alcune delle stanze mentre alcune celle molto piccole, indicano, forse, dei depositi per derrate alimentari. Dopo alcuni metri una moderna scala porta in via Francesco De Maria dove una serie di moderni palazzi a condominio ha stravolto il paesaggio di un tempo.

Il lato sinistro

Anche il lato sinistro della strada è molto interessante; al contrario di quello destro, è sollevato circa un paio di metri dal piano stradale. Alcune fessure nella tenera roccia segnano il punto che altri anonimi visitatori hanno usato per accedere all'antico insediamento.

otranto insediamento monastico

Il primo ambiente è molto grande, di forma ellittica e circondato da vari accessi ad ambienti più interni. Qui, come in quasi tutti gli ambienti che abbiamo visitato, le pareti sono annerite, come se, per anni, qualcuno ci avesse acceso dentro il fuoco. Non c'è un pavimento degno di questo nome: piuttosto, ovunque, si aprono buche e scavi, segno evidente che qualche cercatore di tesori ha frequentato questi luoghi.

Non abbiamo altre notizie

Quanto abbiamo raccontato è la semplice descrizione del luogo così come lo abbiamo visitato in una tranquilla domenica d'inverno. Potremmo, anche, avere visto qualcosa che non esiste: magari si tratta di un semplice frantoio ipogeo e non un antico insediamento basiliano, come i segni che abbiamo visto lasciano pensare.

otranto insediamento monastico

Comunque sia, non è una struttura moderna; anzi, la modernità ha trasformato questi luoghi in ruderi fatiscenti dove le intemperie prevalgono facilmente sulla tenera roccia sedimentaria. Come ogni antico luogo, andrebbe riscoperto e tutelato, come pure andrebbe riscoperto e tutelato ogni brandello di ciò che rimane della storia del nostro Salento.

Documento creato il 19/02/2008 (19:25)
Ultima modifica del 18/03/2011 (16:13)
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