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Otranto: la necropoli

Quanto conosciamo una città?

Anche il solo fatto di esser nati in un posto o di visitarlo frequentemente non può essere un valido indicatore del grado di conoscenza di un luogo.

otranto necropoli messapica

Anzi, il più delle volte, si frequenta quel posto per i luoghi più noti che esso possiede: ed è proprio questo che succede per Otranto. I suoi luoghi comuni sono il mare, le spiagge con i loro arenili incantevoli, le scogliere mozzafiato, i Santi Martiri, il castello e la storica Cattedrale. Attorno a tutto questo ruota la storia degli ultimi 500 anni.

Ma certamente, Otranto è molto più antica ed ha tanto da offrire e da far vedere. Spesso si tratta di percorsi un po' diversi, non segnalati o sconosciuti ai più. Nascosti dall'oblio e, spesso, dalla noncuranza della gente che, per il semplice fatto di vedere quelle pietre lì da tutta una vita, non presta loro la dovuta attenzione.

Otranto, domenica mattina

otranto necropoli messapica

In inverno Otranto sembra in letargo; i rumori e la gente dell'estate sembrano un ricordo e nella prima mattina della domenica si presenta al visitatore come una vuota, tranquilla cittadina di provincia; il suono delle campane rompe, dolcemente, questo piacevole silenzio.

L'idea era quella di fare una bella foto al rosone della cattedrale dalla salita della strada che porta a Maglie; una strada che, serpeggiando, discende dalla collina sino a quasi il lungomare cittadino. Lasciamo l'auto alla fine della strada, ripercorrendo a piedi la salita, in modo da scegliere il punto migliore da cui scattare la nostra foto, pur con il sole di fronte.

Una scoperta inaspettata

otranto necropoli messapica

Mentre il lato est della strada volge verso la città, il lato nord sembra scavato nella tenera pietra calcarenitica di una probabile duna fossile su cui è stata costruita la parte più nuova di Otranto. Lo scavo ha tagliato di netto la collina, lasciando intravvedere benissimo i vari strati rocciosi. In un punto, però, due rocce affiancate a forma di triangolo attirano la nostra attenzione.

A ben vedere, però, non si tratta di semplici pietre poste li a caso: sono due coperture di due sarcofaghi funerari posti l'uno accanto all'altro, perfettamente segati dallo scavo eseguito per aprire la strada che conduce, dalla superstrada di Maglie al centro della cittadina adriatica! Incredibile!

E, ancora più incredibile, una terza apertura che si apre a un metro e mezzo di distanza dalle prime due. Questa apertura è più modesta e coperta da un pezzo di calcarenite quasi informe legato ai bordi di quella che doveva essere, probabilmente, un'urna cineraria da un po' di malta. Anche questa potenziale urna cineraria è stata perfettamente segata durante lo scavo della strada!

Un'intera necropoli

otranto necropoli messapica

A questo punto non ci resta che indagare meglio: prendiamo la stradina che si apre a poca distanza da qui per scoprire cosa si nasconde dietro questa piccola nostra scoperta.

In pochi minuti saliamo su una piccola collinetta, ricoperta in parte da materiale proveniente da altri scavi e da erba e rovi. Abbandonata a se stessa, una necropoli di evidente origine messapica. I sarcofaghi sono stati già profanati e tutte le tombe, molte delle quali conservano ancora il lastrone di copertura, sono state aperte. In alcuni punti si notano sul terreno i segni evidenti di scavo eseguiti con mezzi meccanici.

L'area, non più grande di 500 metri quadrati, è fiancheggiata, sul lato nord, da una serie di grotte, invase dalla vegetazione, che recano segni evidenti di frequentazione ascetica: sembrano, infatti, laure basiliane con i giacigli ricavati lungo la parete più interna e alcuni incavi nelle pareti che, con molta probabilità, erano destinati ad ospitare delle lucerne. Forse dei crolli, avvenuti, comunque, molti secoli fa, hanno ridotto di molto le dimensioni di queste grotte; inoltre l'evidente erosione ha cancellato ogni possibile traccia di graffiti dalle pareti delle grotte.

Proviamo a dare alcune date

otranto necropoli messapica

Non ci sono cartelli che indicano quest'area archeologica che giace quasi abbandonata lungo una importante strada cittadina. Tuttavia, è evidente la sua origine Messapica. Volendo azzardare un'ipotesi, potremmo anche datarla intorno al V o IV secolo a.C. Se, poi, il buco più piccolo tagliato a metà dalla strada è veramente un'urna cineraria, potremmo essere portati a pensare che la necropoli era stata utilizzata anche in epoca romana, dopo il II secolo a.C.

Le grotte basiliane, invece, ci portano ad un periodo più recente: siamo intorno all'VIII o IX secolo d.C.

Inoltre, i Messapi solevano creare le proprie necropoli lungo le mura cittadine: ritenevano che i propri defunti avessero vegliato sulla città, proteggendola dai nemici.

Tuttavia, i basiliani erano spesso eremiti e vivevano in grotte fuori dai centri abitati: potremmo anche pensare che queste laure basiliane fossero fuori le mura cittadine che, un tempo correvano proprio da queste parti e di cui, oggi, non resta più traccia. Le mura che oggi possiamo vedere, infatti, sono quelle medioevali o successive al 1481, costruite dopo la riconquista di Otranto da parte degli eserciti occidentali.

Le foto sono state scattate il 10/02/2008

Documento creato il 10/08/2008 (10:17)
Ultima modifica del 21/03/2011 (09:47)
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