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Sant'Oronzo

Storia e luoghi in cui si festeggia Sant'Oronzo

Sant'Oronzo nacque a Lecce il 22 d.C. Figlio di un tesoriere dell'impero romano, alla morte di suo padre  succedette al suo incarico.

Un giorno mentre era a caccia con il nipote Fortunato, console della città di lecce, incontrò, sulla spiaggia di San Cataldo, San Giusto, discepolo di San Paolo, che, in viaggio verso Roma per consegnare alcune lettere apostoliche, fu sorpreso da una tempesta e fatto naufragare sulle coste leccesi.

Sant'Oronzo si convertì al cristianesimo proprio a seguito di queto fortuito incontro con San Giusto che nello stesso giorno lo battezzò insieme al nipote Fortunato.

I due cominciaro a professare il nuovo credo e per punizione furono condannati dall'impero romano alla flagellazione e rinchiusi in carcere. Alla scarcerazione, partirono insieme a san Giusto alla volta di Corinto dove furono accolti da San Paolo il quale nominò Sant'Oronzo vescovo della città di Lecce e Fortunato suo successore.

In questo frangente le persecuzioni dell'impero romano verso i cristiani diventavano sempre più cruenti: fu così che Oronzo e Fortunato, tornati in patria, furono minacciati di morte se non avessero lasciato il nuovo credo. I due ovviemante rifiutarono e, dopo varie vicissitudini tornarono a predicare il cristianesimo.

Furono, quindi, nuovamente arrestati e il 26 agosto Oronzo, già condannato a morte, fu condotto in una località fuori Lecce e decapitato.

Una leggenda racconta che la testa di Sant'Oronzo, staccata dal corpo a Lecce, sia lentamente rotolata sino al centro della città di Campi Salentina dove oggi sorge la chiesa a lui dedicata. A ricordare il percorso che fece la testa è una fioritura fiori di campagna miracolosa.

Inutile dire che la stessa sorte toccò a Fortunato, suo successore e a San Giusto.

Una curiosità riguarda la statua in argento fatta realizzare nel 600 a Napoli: pare che ogni volta che veniva realizzata, apparisse su un sopraciglio un difetto che, ad ogni fusione si ripresentava, sempre allo stesso posto.

L'arcano fu svelato quando si venne a conoscenza che Sant'Oronzo aveva veramente una cicatrice sul sopraciglio!

I luoghi in cui è venerato

Tra le città che onorano Sant'Oronzo c'è Lecce, che ricorda nella data del 26 agosto il suo martirio. La festa risale al XVI secolo ma ripristinata nel 1658 anno in cui per intercessione del Santo Lecce fu liberata dalla peste e con l'occasione vennero aggiunto anche San Fortunato e San Giusto, in quell'occasione venne donata dai brindisini la colonna romana della via appia per aver fatto il voto di liberarli dall'epidemia.

La colonna è stata utilizzata come base per sorreggere la statua del santo.

Un'altra città è Turi. Qui si racconta che, durante le persecuzioni romane, Sant'Oronzo si nascose qui in una grotta. I festeggiamenti cominciano il 15 agosto e si protraggono fino al 30 agosto. Il giorno della festa è il 26 giorno in cui viene fatta la tradizionale processione seguita dalla cavalcata storica e dagli sbandieratori.

Durante i festeggiamenti la statua del Santo viene trainata per il centro della città da muli su un carro trionfale alto 15 metri. Nella serata viene lanciata una mongolfiera commemorativa apprezzata da tutti per la spettacolarità.

Ostuni ricorda il santo con la tradizionale cavalcata di sant'Oronzo, la festa più importante dell'anno; un corteo di cavalieri bardati a festa scorta la processione per le vie della città.

Le origini di questo particolare rito risalgono nella seconda metà del XVII secolo, periodo in cui nel Salento si diffuse la peste e Ostuni insieme ad altre città salentine furono risparmiate  per l'intercessione del santo.

Durante la processione la statua del Santo viene portata a spalla e cavalieri e cavalli vengono vestiti con addobbi tramandati da generazione in generazione. Alla vestizione dei cavalieri collaborano tutti, parenti e amici uno degli accessori più importantio è la mantiglia del cavallo in stile arabesco tempestato da centinaia di paillets gli stessi addobbi vengono applicati ai finimenti, il cavaliere indossa il tradizionale chepì, una casacca, pantaloni, guanti bianchi e frustino che richiamano la vestizione del cavallo.

Come in altre città salentine anche Botrugno diventa devoto al santo per l'intercessione contro la peste. Annualmente il rito si ripete ogni anno e la processione è il momento più suggestivo: vi partecipano praticamente tutti  gli abitanti. Il corteo è preceduto da due stendardi, la statua del santo viene preceduta dai componenti delle varie associazioni e confraternite e, a seguire, il parroco, l'amministrazione comunale, la banda e i fedeli.

La preparazione dell'evento dura un anno, inizia con la costituzione del comitato feste che deve occuparsi dell'organizzazione e della scelta degli spettacoli, delle luminarie e dei fuochi pirotecnici.

La domenica successiva alla costituzione del comitato il parroco durante la messa dice i nomi dei componenti i quali ritirano la cassettina per raccogliere i fondi per l'organizzazione della festa; un tempo le offerte venivano date in natura; risale a quel periodo una antica tradizione: la macinula te Santu Ronzu. Sulla macinula venivano appese le offerte in natura ed esposta al pubblico per vari giorni durante i quali venivano venduti i biglietti per la riffa e entro il 20 febbraio, data in cui si festeggia sant'Orionzo,  veniva estratto il vincitore che portava a casa i prodotti messi in palio.

Anche Muro Leccese festeggia sant'Oronzo. La festa si svolge con la tradizionale processione, le luminarie e le bancarelle al centro del paese. La leggenda narra che, dopo essere stato festeggiato per anni con pochi onori, per chiedere la grazia della sospirata pioggia, gli abitanti di Muro Leccese organizzarono grandi festeggiamenti, ma Sant'Oronzo non li gradì molto, tanto che lo stesso giorno della festa un'improvvisa e violentissima grandine distrusse quel poco che la siccità aveva risparmiato.

Dal 30 agosto al 1° settembre 2008 Campi Salentina, festeggia solennemente Sant'Oronzo.  Quest'anno il Comune e la Parrocchia di Santa Maria delle Grazie hanno voluto estendere i festeggiamenti, soprattutto quelli religiosi, frazionandoli in più giornate e in più rioni.

I quartieri storici (la Conza, la Cupa, la Chiazza, la Corea, il Palombaro) celebreranno il santo Protettore al pari dei nuovi insediamenti cittadini.

Da segnalare infine la solenne processione per le vie del Paese, le luminarie, i fuochi d'artificio, musica bandieristica, lirica e leggera.

Documento creato il 22/08/2008 (12:50)
Ultima modifica del 13/03/2011 (13:22)
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