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Video dedicato a Lecce

Un po' di Lecce, in sette minuti

Ed ecco sette minuti di video che ci conducono nel centro di Lecce, lungo la centralissima via Giuseppe Libertini.

Partiamo dalle mura rinascimentali che, ancora per lunghi tratti, cingono il centro antico della cittadina salentina e sostiamo, per un attimo, nel piazzale antistante la barocca Porta Rudiae. La porta, antico accesso alla città, fu rifatta nel corso del 700 e presenta, oltre alla statua del patrono, i busti dei mitici fondatori del capoluogo.

Un rapido squardo al palazzo della manifattura (ex Spedale dello Spirito Santo), alla Chiesa del Rosario (o di San Giovanni d'Aymo) ed al convento, sede oggi dell'accademia di Belle Arti posti su quella strada che, un tempo, prendeva il nome di incrociata.

Il centro, con traffico limitato, si presenta tranquillo e pulito; gruppi di turisti affollano le stradine interessati dal barocco dei palazzi, dalle vetrine, dai monumenti. Senza quasi accorgersene, si giunge nella bellissima Piazza del Duomo, nata sull'ex giardino del vescovado e luogo dove i palazzi barocchi mostrano il meglio di sé. Non per nulla il duomo ha ben due facciate: visto che, per un caso, volgeva all'ingresso il fianco, gli architetti leccesi hanno ben pensato di fare qui un altro, pomposo, ingresso! Bellissimo e solenne il campanile, con i suoi 72 metri e la parte finale ottagonale.

Usciamo dalla piazza per ammirare i palazzi e la chiesa di Sant'Irene con l'antico complesso dei Teatini, costruito nel luogo più centrale dell'antica lecce che prendeva il nome di “la Frasca”.

Rapidamente, giungiamo nel centro laico della moderna Lecce: piazza Sant'Oronzo, dominata dalla colonna brindisina che reca la statua in legno ricoperta di rame del Santo. In basso, un albero d'ulivo, la chiesetta veneta ed il cinquecentesco palazzo del sedile, da poco restaurato.

Ai piedi di questi monumenti, una parte del grande ovale dell'anfiteatro romano, di epoca imperiale, di ben 120 metri di asse maggiore! Poco a sinistra, la chiesa di Santa Chiara ed i giardini pubblici con la statua del re savoiardo autore dell'unità d'Italia. La figura del grande campanile si staglia netta sullo skyline dei palazzi del centro.

Un vicolo a sinistra della chiesa di Santa Chiara conduce ai resti del teatro romano, quasi nascosto tra le meraviglie del centro antico; alcune sedie in plastica denotano un uso moderno di un edificio di duemila anni fa! Fu, come spesso accde, scoperto per caso, durante i lavori di ristrutturazione del giardino.

Lasciamo il teatro e passiamo dalla parte opposta di Piazza Sant'Oronzo: in una piazza possiamo vedere il monumento a Sigismondo castromediano, duca leccese patriota e fautore dell'unità; da qui, per uno dei tanti vicoli, giungiamo nella piazza dove è conservato il museo principe del barocco leccese: la chiesa di santa Croce.

Qui il fasto del barocco raggiunge il suo apice con un monumento incredibile che segna -in primis- la vittoria dell'occidente nella battaglia di lepanto ed, infine, il fasto della religione cattolica.

Accanto alla chiesa, il bel “Palazzo dei Celestini”, attuale sede della provincia e simile, nelle sue forme di base, al palazzo del seminario appena visto in Piazza Duomo.

Documento creato il 22/12/2011 (14:41)
Ultima modifica del 01/01/2012 (16:11)
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Japigia di Paola Beatrice Arcano, Casarano (Lecce)
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